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Rodallo
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mwfaRodallo (mwfqRodal in mwfgpiemontese) è una mwfwfrazione di mwgaCaluso, in mwgqcittà metropolitana di Torino, e fa parte del territorio del mwggCanavese.
Contents
• Storia
• Dialetto
• Cimitero
• Sport
• Note
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Storia
Le sue origini risalgono a circa 4 secoli or sono. Quei pochi che scrissero di Rodallo son d'accordo nel dire che ebbe inizio ai tempi del trattato di mwhgpace di Cateau-Cambrésis, sottoscritto nel mwhw1559.
Le prime e più antiche case di Rodallo sono quelle a ovest della chiesa e della casa parrocchiale. A queste si aggiungono, nel mwiq1500-mwig1600, quelle attorno alla piazza e al mwiwpozzo delle Canavere. Lo ricorda l'iscrizione posta sull'architrave della tettoia che copriva il pozzo; iscrizione del mwja1820 che, graffita sul muro e delineata come un foglio di carta lucidato a mwjqstucco, parla di 60 lustri, ossia 300 anni di esistenza:
«Chi vuoi scemar di sua arsura l'onte
e rinfrescar le piante lasse a pieno,
qual samaritan fece a Nazareno II
comun gli offre 'sta perenne fonte
Sessanta lustri sue virtù fur conte
agli avi nostri già venuti a meno
che, poste in non cale Ippocrate e Galeno
le nestorie indizion essi han gionte».
Chiunque sia stato l'ignoto poeta, era certamente un dotto, abituato a scrivere per i dotti e non per il popolo, al quale la curiosa iscrizione risulta tuttora inintelligibile.
Il mwmapozzo delle Canavere prende il nome dalla regione, così detta per essere un tempo coltivata a mwmqcanapa. Il 29 aprile mwmg1818 il Municipio mise in bilancio la somma di Lire 100 per la restaurazione del pozzo, lavoro eseguito nel mwmw1820. Fortunati i rodallesi, per l'addietro e meglio ora con una pompa idraulica, e forse per l'avvenire con energia elettrica, possano bere a volontà, sarebbe a desiderare si ripristinasse anche la primitiva iscrizione. -*Frase poco comprensibile*- Purtroppo, con l'installazione dell'acqua potabile nel mwna1964, il pozzo e relativo abitacolo vennero demoliti per allargare la Via Oslavia.
La popolazione di Rodallo nel mwng1600, secondo l'Archivio Comunale, era calcolata in 40 fuochi, ossia 200 abitanti.
Per varie ragioni lo sviluppo della borgata fu lento. Era nata, a quanto si dice, sotto il segno della guerra e crebbe poco a poco fra guerre continue. Le campagne erano percorse da soldati foraggiatori (addetti al reperimento di cibarie per le truppe) e da disertori, anche nemici fra loro, ma d'accordo nel rubare quanto potevano; i poveri contadini, spogliati di tutto o di gran parte dei loro averi, a loro volta si univano in bande e rubavano per vivere.
Nel mwoq1854–mwog1855 ebbe luogo il flagello delle morti per il colera asiatico. Le fonti del registro parrocchiale e del cav. Ubertini registrano 118 o 120 morti (si precisa che, vista l'oggettiva difficoltà del momento, non è certificato che tutti i soggetti nominati siano stati colpiti dal colera).
Un'altra epidemia si abbatté su Rodallo, sempre di mwpqcolera (anche detta mwpgmalaria del riso, visto che in quegli anni si coltivava il riso nel mwpwCanavese e a Rodallo). Tale coltivazione fu poi vietata: mwqaCon reali decreti del XXIX Gennaio MDCCCLXIX (mwqq1869) e del XXVII Marzo MDCCCLXX (mwqg1870) il mwqwCanavese fu liberato dalla infausta coltura del riso che vi spargeva lo squallore e la morte, come risulta dalla lapide posta nel Palazzo Municipale di mwraSan Giorgio Canavese. Tale epidemia colpì la popolazione dal giugno mwrq1867 fino alla fine dell'anno mwrg1868. Le fonti del registro parrocchiale e del cav. Ubertini concordano che nel mwrw1867 furono quantificati in 123 i morti per questa disastrosa malattia.
Etimologia
Ci sono varie ipotesi sull'etimo del nome Rodallo (latinizzato in mwugRuptallum):
• La prima supposizione è che Rodallo deve il suo nome all'incrocio di due viuzze che andavano, una dal nord al sud, ossia da Caluso a mwvqVallo; l'altra da est ad ovest, ossia da Arè a Buscallo, regione boschiva presso Foglizzo. Si intuisce che abbia avuto una finale in mwvgallo per attrazione dei due luoghi vicini: Vallo e Buscallo, e quindi si sia chiamato mwvwRutallo raddolcito poi in Rodallo.
• La seconda congettura lo vuole derivato da mwwqruca, strada, da cui Rucallo e poi Rodallo.
• La terza ipotesi indica invece che la ragione del nome Rodallo possa derivare da mwwwrovedario, "bosco di roveri", cambiato poi in mwxarovedallo, donde Rodallo. Questo fitto bosco di roveri sarebbe stato un prolungamento verso nord dell'antica mwxqSilva Fullicia che diede il nome a mwxgFoglizzo.
Fra i documenti dell'Archivio di mwyaCaluso, ve n'è uno del mwyq1580 contenente una descrizione di mwygCaluso e del suo territorio: in esso si dice che Caluso ha un bosco di cinquemila roveri grosse, senza contare le piccole. Nella stessa documentazione si dice inoltre che, nel mwyw1682, il Comune sorteggia 240 giornate di bosco tra mwzaCaluso, Rodallo e Vallo: segno, questo, che anche alla fine del Seicento la terra era ancora poco coltivata e il bosco molto esteso.
Dialetto
II mwzwdialetto rodallese è diverso da quello dei luoghi vicini, quindi facilmente riconoscibile "per la R biascicata, ed aspirata in L con suono nasale alla foggia di oltralpe; la R di Rodallo è più naturale dell'R aristocratica e con pronunzia più linda e vibrata".
Carattere
Una mwbwprosopopea caratteriale del Rodallese, può essere intuita dalla seguente descrizione:
"mwcqII Rodallese parla volentieri a voce alta, tanto in privato quanto in pubblico, ma con sincerità e schiettezza. Gioca, si diverte e beve assai: ma a suo tempo è anche laborioso e industrioso. Sente alto di sé: ma senza vanto o millanteria. È mite, unito e compatto rarissimamente per offendere, bensì per difendersi e meglio per fare opere belle e di pubblica utilità. È irascibile, bilioso e pronto; ma laborioso, pio, religioso. Rari sono i reati in Rodallo e dovuti per lo più a gioventù sviata dalle cattive compagnie. Ogni sera, anche senza l'avviso della campana, il buon Rodallese si recava in chiesa a recitare le orazioni in ringraziamento a Dio della buona giornata".
Oggi si potrebbe aggiungere o togliere qualcosa, ma questo sembra ben illustrare il ritratto del Rodallese nel secolo XIX.
Chiesa parrocchiale
Dopo la costruzione della grande chiesa parrocchiale di Caluso, venne eretta la cappella del mwdwSacro Cuore a Rodallo. Rodallo per molti anni si accontentò di una chiesetta non grande e non bella, appena decorosa, che esiste tuttora ed è l'attuale cappella del mweaSacro Cuore inglobata nella chiesa parrocchiale.
Dopo circa 150 anni Rodallo era cresciuto di popolazione ed ormai contava 90 fuochi, ossia 450 abitanti, che non tardarono ad accorgersi che la loro chiesetta non li conteneva più, cosicché nel mweg1730 deliberarono di costruire una nuova chiesa.
I rodallesi, affezionati alla loro vecchia cappella, vollero conservarla, incorporandola nella nuova. Il risultato artistico non fu felice: l'architetto fu obbligato a costruire il nuovo edificio lungo e stretto (si noti che mancavano ancora i due transetti dell'altare della Madonna e di Sant'Anna e quello del presbiterio) e quindi disarmonico, infatti si tentò di riparare alla meglio con i due transetti, ma fu solo un ripiego, tant'è che le chiese di mwfaVallo e di mwfqArè risultavano più belle architettonicamente.
Insieme alla chiesa fu costruito anche il campanile, e così, alla fine del mwfw1730, chiesa e campanile di Rodallo cominciarono a spiccare in mezzo alla campagna. Il primitivo piccolo campanile, di fronte all'antica chiesa, fu demolito.
Nel mwhq1785 fu costruito il coro della chiesa, il campanile intonacato e imbiancato, ad opera del capomastro Perinetto Bartolomeo, un biellese stabilitosi a mwhgCaluso dove era ben voluto per la sua onestà ed abilità. Fu lui che sul campanile scrisse le famose sette D che tanto solleticarono la curiosità e i commenti di chi voleva conoscerne il significato. Sono state date decine di spiegazioni, anche fantasiose, delle quali se ne possono ricordare quattro: la prima è che il capomastro abbia segnato con i sette D (in mwhwnumerazione romana D vale 500) le 3.500 lire che doveva toccare ad opera compiuta; un'altra (mwiaDixit Dominus Domino Deo Divinorum Datori) che vorrebbe essere dotta se avesse senso; e una terza (mwiqDiligentibus Decorem Divinae Domus Deus Dona Dabit), e infine (mwigDatemi Dodici Dozzine Di Donne Da Domare).
Nel mwjw1784, il campanile fu dotato dell'orologio, per opera dell'orologiaio Massa Rolando di Caluso, e nel mwka1794 aveva già due campane, come si ricava dalla consegna fatta in obbedienza al decreto del governo mwkqpiemontese di quell'anno; governo che voleva espropriare una parte delle campane per ricavarne cannoni, infatti ne prese due a mwkgCaluso e una a mwkwVallo, risparmiando quelle di Rodallo.
Nel mwlq1800 fu costruita la bussola della porta, opera di Pietro Actis Dato (fu Giovanni Battista), con la spesa di Lire 62. Nel mwlg1808 fu edificata la mwlwsacrestia e il mwmatransetto per allargare il mwmqpresbiterio.
Nel mwng1896 fu stanziata una somma per il transetto dell'altare di mwnwSant'Anna, detto Altare della Madonna. Molto più tardi, il prevosto don Magoia, vi aggiungeva la Grotta di mwoaLourdes e poi nel mwoq1935 il mwogbattistero.
Sulla facciata della chiesa si leggono le seguenti iscrizioni:
mwqqTemplum hoc iampridem aedificatum
mwqwAnno 1785 incolis in paroeciam datum
mwrqPia incolae idem largitate instaurandum
mwrwEt pronaum decere reficiendum
mwsqCurarunt anno 1845
mwswAc denuo in mense septembri 1875.
Sopra la porta, ai piedi di una pittura della Deposizione di Gesù Cristo, è posto il seguente distico latino:
mwugFlens non inveniens gemuit iam Magdala
mwvaCorpus tu modo comperiens praefica maior eris.
Ossia: "Piangente non trovando il corpo di Cristo gemette già la Maddalena; Tu ora, trovandolo, sarai maggior mwvgprefica".
Si chiamavano mwwaprefiche le donne incaricate di piangere il morto durante i funerali. Questa usanza, ora scomparsa, era ancora assai diffusa nel mwwqCanavese all'inizio del Novecento.
Nel mwww1794, Rodallo aveva due campane sul suo campanile. Nel mwxa1847 il Comune di mwxqCaluso concorse con Lire 300 alla spesa della rifusione di una campana e 40 anni dopo stanziò 850 Lire per rifondere e aumentare la campana maggiore a 61 Mg e la minore a 31 Mg. In occasione della rifusione, avvenuta ad opera della ditta Mazzola di mwxgTorino, furono apposte le seguenti iscrizioni:
• Sulla campana maggiore
• Sulla campana minore
mw0aA fulgure et tempestate libera nos Domine - mw0q1881 (con immagini di mw0gSan Giuseppe, mw0wSant'Antonio da Padova, mw1aSan Nicola e mw1qSant'Anna).
Nel mw1w1927 il sacerdote rodallese don Mario Reano, munificamente ne aggiunse una terza con la spesa di Lire 500. Oggi le campane sono quattro.
Nel mw2q1913, in occasione dell’mw2gAnno Santo, il parroco don Magoia con l’aiuto generoso dei rodallesi, fece erigere al centro della piazza l’attuale croce in bronzo su un piedistallo di granito. Sormontata da un gallo in posizione eretta, simbolo della vigilanza cristiana e della speranza, è stata restaurata ad opera della fondazione Felicita Ubertini in occasione del centenario dalla sua erezione.
Chiesa di San Rocco
Attualmente sono ricordati con uno stelo accanto ad ogni pino i seguenti soldati:
• De Andrea Giovanni (classe mw6w1882)
• Actis Caporale Luigi (classe mw7q1886)
• Foglizzo Luigi (classe mw7w1887)
• Actis Pietro (classe mw8q1890)
• Actis Dato Mario (classe mw8w1892)
• Actis Dato Giuseppe (classe mw9q1893)
• Perinetto Giovanni (classe mw9w1894)
• Actis Goretta Giovanni (classe mw-q1896)
• Fenoglietto(i) Giacomo (classe mw-w1896)
• Serg. Facciano Giovanni (classe mw-q1896)
• Actis Grosso Giacomo (classe mw-w1897)
• Actis Dato Giovanni (classe mwaqe1897)
• Foglizzo Luigi (classe mwaqm1897)
• Ballami Francesco (classe mwaqu1899)
• Actis Barone Antonio (classe mwaqc1899)
• VALLO Stefano (classe mwaqk1899)
• Actis Giorgetto Ernesto (classe mwaqs1919)
La costruzione è a tre navate con pilastri divisori, semplice ma molto decorosa. L’interno è arricchito dai numerosi ex voto offerti a mwareSan Rocco nell’arco dei secoli, come segno di riconoscenza per la grazia ricevuta.
Nell'interno, sul frontone che sostiene la volta della Chiesa, è scritta l'invocazione dell'Oremus di mwarmSan Rocco:
mwaruPopulum tuum Domine ab omni fac animae et corporis contagionem securum.
Sulla campana rifusa nel 1940 si trovano incise le immagini di Maria Santissima, di mwarcSant'Antonio Abate di mwargSan Rocco e l'invocazione mwarkOra pro nobis: A folgore et tempestate libera nos domine.
All'interno della Cappella si trovano, dietro l'altare una grande, pala raffigurante la Madonna con Gesù bambino, mwarsSan Rocco e mwarwSant'Antonio Abate; all'interno delle navate le statue della Madonna della Neve e di mwar0Sant'Antonio Abate, il quadro e l'urna di don Vincenzo Actis Dato e la lapide dei caduti nelle guerre 1915-1918 e 1939-1945. In alto, nella nicchia della navata destra che sovrasta la porta dalla quale si accede al campanile, è collocata la statua della Madonna con il Gesù bambino in braccio dell'inizio del XVIII secolo. L'opera è in legno scolpito e dipinto. Il velo della Madonna è realizzato in tela gessata, dipinta e decorata con stelline a pastiglia. La statua è lineare e slanciata verso l'alto con una leggera torsione del busto. Il movimento è dato dalla gamba sinistra leggermente piegata e dal braccio aperto e in avanti. Si può supporre che il panneggio di tela continuasse con uno svolazzo alla sinistra della statua, bilanciando così la scultura.
Nella cappella di San Rocco è stata posta un'urna contenente una reliquia di don Vincenzo Actis Dato, nato a Rodallo il 25 settembre mwasm1751, primo parroco di mwasqCastelrosso (20 aprile mwasu1782) morto colà in età di 65 anni, il 23 luglio mwasy1816, in concetto di santità. Un importante quadro, dipinto da Giunipero Aldo, sovrastante l'urna funeraria rappresenta la figura ieratica del sacerdote; sostituisce l'originale trafugato per un furto nel mwasc1996.
Il primo parroco di Rodallo è stato don Actis Alesina Giovanni Pietro, della regione di mwas4Vallo, che prese possesso della parrocchia il 20 ottobre mwas81785 e la resse fino al 10 aprile mwata1796. Morì il 14 ottobre mwate1800, all'età di anni 68. Fu sepolto nella chiesa di mwatiSan Rocco come da volontà testamentaria.
All'interno vi si conserva una bella statua in legno di mwatgSan Rocco, scolpita dal Prevosto Don Camino. La statua rappresenta il santo in età giovanile, vestito di una tunica blu fermata in vita e ornata da un motivo floreale ai bordi, con il cappello dietro la schiena, i calzari e il sanrocchino (il mantello) su cui sono applicate le due conchiglie del pellegrino, stringe inoltre, nella mano destra, un bastone ornato di fiori e il santo è colto nell'atto di mostrare la piaga della malattia sulla gamba sinistra, mentre il fedele cane gli porge un pane nero. Dal punto di vista strutturale e decorativo, si tratta di una statua lignea, come si può dedurre dai fori procurati dagli insetti xilofagi, di notevole peso, quasi sicuramente composto da più elementi lignei assemblati insieme cui è seguita una stuccatura, forse in gesso, per rendere più omogenee le superfici e nascondere i punti di giunzione. Osservando gli incarnati si noterà come la superficie risulti più lucida rispetto a quella degli abiti, probabilmente questo effetto è dovuto ad un diverso tipo di vernice con cui è stata rifinita la statua. Sia l'abito sia il sanrocchino sono decorati con vari motivi floreali e con una riproduzione del giglio di Francia, inoltre tutte le bordature sono ulteriormente arricchite da una doppia linea, tutte queste decorazioni che nell'intenzione di chi le appose dovevano sembrare d'oro, ad un attento sguardo non risultano essere dorature in senso proprio, bensì solo uno strato di colore successivo a quello di base dell'indumento; non si può quindi escludere che si tratti di un intervento successivo. Curiosa è soprattutto la firma apposta sul lato destro del sanrocchino, in una posizione volutamente non visibile per i fedeli che osservano la statua sempre da una posizione inferiore, si trova infatti il nome Carolina, scritto in stampatello minuscolo, con lo stesso colore giallo-ocra delle finte dorature. Si potrebbe trattare del luogo di provenienza della statua (frazione Carolina nel comune di Caluso) oppure del nome dell'artista che realizzò questa statua. Purtroppo non è noto nessun documento in merito alla data di esecuzione o commissione di questa statua, che genericamente è collocata nel XIX secolo, coeva con la costruzione della cappella né se e quando siano stati effettuati interventi di restauro. Si ricorda infine, che alla base della statua si trova ora un reliquiario, nel cui interno è conservato un frammento della cassa lignea che accolse il corpo del santo dopo la morte, tale dono è stato fatto ai priori di mwatkSan Rocco in occasione della visita alla chiesa di mwatoSan Rocco a mwatsVoghera nell'agosto del mwatw2008.
A partire dagli inizi del mwat41800, esiste la Badia di San Rocco che si occupava del mantenimento della pratica religiosa legata alla devozione a mwat8San Rocco e mwauaSant'Antonio Abate ed alle celebrazioni festive estive; del mantenimento del nuovo stato di conservazione della cappella e del suo contenuto. Il vessillo della Badia il mwauedrapeau, bandiera riportante su un lato l'immagine di mwauiSan Rocco, e sull'altro lato l'immagine di mwaumSant'Antonio Abate. Il colore della Badia è il giallo, in questa tinta sono realizzate le fasce ed i bracciali indossati dai suoi aderenti. Ogni anno vengono designati due membri della Badia per svolgere la funzione di Priori che si occuperanno della gestione annuale della Cappella e del mantenimento della tradizione. Nell'ottobre mwauq2009 si è costituita la Badia di San Rocco, con la forma di Associazione di Volontariato. La Badia di San Rocco, si prefigge lo scopo di mantenere, tutelare e rinnovare secondo la tradizione la pratica religiosa legata alla devozione a mwauuSan Rocco e di impegnarsi in studi per la valorizzazione delle tradizioni locali sulla Cappella e sul Santo.
La statua lignea di mwaucSan Rocco ogni 16 Agosto esce in processione per recarsi nella chiesa parrocchiale di mwaugSanta Croce per rimanere una settimana dopo la quale con una medesima processione ritorna nella sua sede.
Cimitero
I primi rodallesi furono sicuramente sepolti nei vecchi cimiteri di mwausCaluso, forse in quello di mwauwSan Pietro e certamente in quello di Sant'Andrea; difficilmente in quello di San Calogero, nel quale cessarono le inumazioni verso la metà del secolo XVIII. Fatta probabilmente eccezione per il tempo della peste (mwau01630), Rodallo non ebbe un cimitero proprio fino al mwau41795, o mwau81810 secondo il Giacobbe, che fornisce le seguenti date: Cimitero di Rodallo mwava1810, di mwaveVallo mwavi1844 e di Are mwavm1870. Comunque sia, l'ex cimitero di mwavqSan Rocco non è anteriore al mwavu1795.
La croce eretta in mezzo, fu innalzata nel mwavc1882 e costò Lire 270.
Cresciuta la popolazione, e giunte le abitazioni quasi a contatto del cimitero, fu necessaria la sua dislocazione nel sito attuale.
Prima del mwavo1795 non è dato sapere dove i rodallesi seppellissero i loro defunti, in ogni caso, è da escludere che portassero i morti da Rodallo al cimitero di mwavsCaluso. La voce popolare, tramandata di generazione in generazione, fissa un ipotetico camposanto dietro l'abside della chiesa parrocchiale; l'ipotesi appare valida per il fatto che, nel mwavw1931, il viceparroco don Carlo Rolfo ne aveva fatto recintare l'area e dentro questa aveva fatto piantare numerosi pini, per altro rigogliosi, ma abbattuti o divelti nel mwav01950 per far posto al parcheggio delle auto, in seguito all'installazione del nuovo ufficio postale nello stabile prospiciente.
Il 1º maggio mwawm1920 si apre il nuovo camposanto e la salma del soldato Actis Caporale Luigi mwawqcapural, morto il 15 ottobre mwawu1918, viene trasportata da Torino a Rodallo. Fu il primo sepolto nel nuovo camposanto. Il 26 maggio mwawy1920, fu sepolta mwawcMaria ad munta moglie del fu Facciano Giovanni nata Actis Danna Maria di anni 81 (mwawg1841 – mwawk1920). Fu la prima donna sepolta nel cimitero.
In seguito, nel mwaws1955, è stato ampliato il cimitero prendendo la forma attuale. La prima tomba costruita in questo ampliamento è stata quella delle famiglie Actis Goretta – Vallo. Il 28 maggio mwaww1993 tutte le salme sepolte nel campo primitivo (nella terra) sono state riesumate e deposte nelle tombe dei rispettivi parenti.
I sacerdoti che sono tumulati nel mwaw4SEPULCRUM SACERDOTUM - MCMXXXIX – mwaw8ANNO QUADRAGESIMO:
• Cav. Magoia Don Giovanni fu Giacinto e fu Vota Domenica – nato a mwaxiLombardore – li 11 marzo mwaxm1872 – morto a Rodallo il 14 maggio mwaxq1945.
Prevosto a Rodallo per 45 anni.
Prese possesso della parrocchia il 27 ottobre mwax41945. Prevosto a Rodallo per 30 anni.
Piazza dei Caduti - Le Bose
Il termine “Bose” fa riferimento a uno stagno profondo un metro e mezzo e dell'ampiezza dell'attuale piazza, alimentato dai rigagnoli che raccoglievano l'acqua di numerose fontane a nord del territorio di Rodallo e della “ruggia” (roggia) del molino; a sud un fosso fungeva invece da scarico, per contribuire alla purezza dell’acqua.
Dal mwayi1700 le “bose” servivano ad abbeverare il bestiame della borgata, e le donne rodallesi potevano inoltre lavarvi i panni e la biancheria. L’acqua limpida ospitava carpe, tinche e altri pesci, favorendo così anche l’attività di pesca; per questo motivo la strada che costeggiava lo stagno era denominata via Pescheria.
Nel XIX secolo, una volta migliorate le condizioni igienico-sanitarie del paese e costruiti nuovi pozzi, i rodallesi decisero di prosciugare il laghetto e riempirlo con rifiuti solidi, viste le condizioni igieniche poco ottimali. Il vasto spazio che si presentava venne arricchito con un lavatoio più a sud, a disposizione delle massaie.
Nel mwayk1924 venne eretto il monumento dei caduti nell'omonima piazza a cui venne data l'attuale definitiva sistemazione nel mwayo1946. Esso è composto da una stele alta cinque metri sormontata da una stella, ed in basso un rilievo in bronzo raffigurante l'Italia che protegge col suo manto un cappellano militare che conforta un soldato morente. Nel mways1946 il monumento venne restaurato grazie al finanziamento del dottor Aldo Actis.
Oltre ai soldati già presenti nel cimitero retrostante la Cappella di San Rocco sono ricordati:
• Ten. Col. Actis Caporale Attilio
• Facciano Pietro
• Actis Grosso Pasquale
• Fenoglietto(i) Antonio
• Paolani Francesco
• Panetto Giovanni
A memoria del loro sacrificio campeggia sulla stele questa motivazione:
mwazySEGUENDO LE VIE DEL SACRIFICIO E DELLA GLORIA SEGNATA DAGLI AVI, CADDERO EROICAMENTE SUI CAMPI DI BATTAGLIA, CONFERMANDO COL SANGUE LA LORO DEDIZIONE ALLA PATRIA.
In seguito vennero ricordati anche:
• Ten. Col. Actis Caporale Attilio
• Actis Giorgetto Ernesto
caduti della mwazwseconda guerra mondiale. A completamento del ricordo dei caduti si debbono menzionare i morti della mwaz0Guerra in Crimea:
• Actis Vincenzo, soldato dell'8º Regg. Fanteria, deceduto il 5 settembre mwaaa1855
• Cantello Francesco, soldato del 2º Regg. Granatieri, deceduto il 5 giugno mwaai1855
• Vesco Giovanni Battista, App. del Regg. Cavalleggeri Aosta, secondo squadrone, deceduto il 1º giugno mwaaq1855.
Casa Ubertini
La Casa Ubertini, donata alla popolazione di Rodallo nel 1904, affacciata su piazza mwaacSanta Croce, porta il nome dell'avvocato Carlo Giuseppe Ubertini, nato a Rodallo il 23 febbraio mwaag1842 da Carlo Ubertini e Felicita Ferrero. Uno degli uomini di spicco secondo la tradizione liberale e democratica, fu assessore e sindaco di mwaakCaluso dal mwaao1876 al mwaas1881 e poi consigliere deputato provinciale. Tra le varie attività, promosse la “Regia Scuola Pratica di Agricoltura” in mwaawCaluso, unica in tutto il mwaa0Piemonte, e migliorò le prestazioni della nuova linea della mwaa4Ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta, permettendo a Rodallo di godere dell'insediamento della mwaa8stazione di Rodallo. Ebbe una predilezione particolare per il paese: nel mwaba1906 fu il munifico benefattore della costruzione dell'asilo infantile, opera imponente e funzionale dedicata alla memoria dell'adorata madre Felicita, e annesse successivamente ben quarantacinque giornate di terreno e la sua casa natia, l'attuale casa Ubertini. Casa Ubertini nel mwabe1958 ormai pericolante fu demolita e iniziò la ricostruzione che durò fino al mwabi1972. La nuova struttura è composta da un ampio salone al piano terra e cinque sale al piano superiore. Con la atto notarile del 28 gennaio mwabm1973 prese il nome di "Centro Assistenziale Ricreativo Culturale" (C.A.R.C.), e fu formato il primo direttivo con la presidenza del Prof. Actis Dato. Il 4 marzo mwabq1973 fu portato nei locali al piano la licenza per le bevande alcoliche controllata dalla Cooperativa Consumo Rodallese..
Il Mulino
La costruzione del mulino di Rodallo venne finanziata nel XVIII secolo da tre ricchi proprietari terrieri: Stefano Actis Grosso, Giovanni Actis detto Rosset e Giuseppe Actis Dato. Ciò che si può ammirare oggi è il frutto del lavoro e della fatica di tutti i rodallesi, che insieme fornirono manodopera gratuita; quando i muratori non erano sufficienti, si suonavano le campane e accorrevano anche i contadini dalle campagne.
Il mulino restò perciò per parecchio tempo di proprietà comune; tuttavia, nel mwabw1810 il Comune di mwab0Caluso convocò i suoi amministratori per rivederne la gestione, in quanto considerato opera pubblica destinata a pubblico esercizio. I rodallesi, temendo di dover assoggettarsi ad eventuali tasse, decisero dunque di regalare la loro opera al comune, purché provvedesse alla sua manutenzione.
Nel mwab81819 il conte Carlo Alfieri, rivendicando i diritti feudali sulla costruzione, ne divenne il nuovo proprietario, cedendolo successivamente all’ingegner Pietro Spurgazzi e infine alla famiglia Actis Caporale.
Sport
A Rodallo gioca la locale squadra di calcio U.S.G. Rodallese che ha militato anche nel campionato di prima divisione mwacmPiemonte/mwacqValle d'Aosta; la squadra viene denominata "i galletti".
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Note
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Bibliografia
• mwaioMarco Duana, Cronistoria Rodallese - I Franseis ad Rodal, 1989, (stampato in proprio).
• mwaiwAnselmino Actis Dato; Ossola Ezio, Rodallo ed i suoi defunti, 2011, (stampato in proprio).
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